Norme e tributi — 23 Giugno 2011

I dati sulla distribuzione pensionistica delineano un quadro sociale molto preoccupante: il 50,8% dei pensionati, percepisce meno di 500 euro al mese, e il 79% deve tirare avanti con pensioni inferiori a 1.000 euro.

Sussistono anche forti differenze di genere: il 61% delle donne rientra nella fascia più bassa (fino a 500 euro), e la stragrande maggioranza (il 91%) ha diritto a meno di 1.000 euro; viceversa, soltanto il 36% degli uomini riceve meno di 500 euro, il 24,9% meno di 1.000, il 18,9% tra 1.000 e 1.500 euro e il 20,2% più di 1.500 euro. Il divario si riflette sul reddito medio da pensione, che ammonta a 1.311 per gli uomini e a 893 euro per le donne.

Il 2010 ha visto un boom dei trattamenti di anzianità: rispetto ai 100.800 registrati nel 2009, ne è stato liquidato il 73% in più, vale a dire 174.729 trattamenti complessivi. Un trend dovuto ai requisiti anagrafici mutati nel corso del 2009, con il passaggio da 58 a 59 anni a fronte di 35 anni di contributi.

Sul versante della lotta all’evasione contributiva, nel corso del 2010, sono stati messi in campo oltre 260mila accertamenti ispettivi, che hanno permesso di scoprire circa 232mila posizioni lavorative irregolari e di recuperare contributi e premi evasi per 1,4 miliardi di euro.

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