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I test sul lavoro

MBTI

Inizialmente utilizzati all’interno delle grandi aziende per ricoprire i profili di maggiore responsabilità, i test della personalità si stanno diffondendo anche per la selezione del personale nelle piccole e medie aziende e per i ruoli impiegatizi. Questo perché i test sono strumenti che consentono di fornire, attraverso la somministrazione di un numero variabile di domande, indicazioni utili per la valutazione di un candidato e che difficilmente potrebbero emergere durante un semplice colloquio.

Una delle attitudini più studiate e che dà risultati più sicuri è la capacità di creare relazioni, quello che viene chiamato l’orientamento dell’estroversione/introversione. Altre informazioni importanti sono la capacità di gestire lo stress, la capacità di lavorare in autonomia o in gruppo, la gradevolezza nel rapportarsi con gli altri, la precisione e l’attenzione ai dettagli, la creatività.

Tra i test più utilizzati troviamo:
- Il Big Five Questionnaire (analizza estroversione, gradevolezza, coscienziosità, stabilità emotiva e apertura mentale);
- l’MBTI o 16PF (che permette allo psicologo di realizzare un vero inventario della personalità del candidato ed è strutturato su sedici tipi psicologici);
- il 15FQ+ (che consente di raccogliere informazioni che vanno dalla capacità di leadership, al modo di rapportarsi con i superiori, al ruolo assunto all’interno del gruppo, alla fiducia nelle proprie capacità, fino allo stile di vendita e alla capacità di persuasione).

I tempi richiesti per la somministrazione di un test variano, di norma, da 30 minuti sino ad un ora.

La regola da seguire quando ci si sottopone a un test è di rispondere come ci si sente veramente, senza pensare a quale sia la risposta migliore da dare per ben figurare, perché sono costruiti per segnalare quando una persona cerca di mettersi in luce non rispondendo sinceramente. Fai il test di BancaCV.

Come cercano personale le aziende

Young workgroup

Per capire come muoversi quando si cerca lavoro è importante sapere quali strumenti utilizza una piccola-media impresa per cercare personale.
Vale la pena sottolineare che in Italia le piccole e medie imprese impiegano circa l’80% della forza lavoro.

Conoscenza diretta
Il datore si chiede se tra le persone conosciute c’è qualcuno che può ricoprire il profilo ricercato. Prende in considerazione prima chi ha già visto lavorare, quindi persone incontrate nelle diverse situazioni di lavoro. Fare stage presso le aziende può essere un modo per farsi conoscere.

Passa parola
Il datore di lavoro contatta familiari, propri dipendenti e conoscenti, alla ricerca di indicazioni di nominativi adeguati. Per questo motivo, quando si cerca lavoro, è importante far circolare la voce il più possibile.

Curriculum
Il datore ricerca tra i curriculum pervenuti in azienda quelli che rispondono alle caratteristiche del profilo ricercato e convoca i candidati per un colloquio. L’invio spontaneo del curriculum non è da trascurare quando si cerca lavoro.

Banche Dati
Il datore contatta gli enti che possiedono banche dati curriculari e comunica le caratteristiche del profilo ricercato per ricevere un elenco di nominativi rispondenti. Ecco perché conviene registrarsi in tutte le banche dati lavoro di cui si viene a conoscenza.

Agenzia di lavoro temporaneo
Il datore si rivolge ad una agenzia di lavoro temporaneo. Il servizio offerto costa circa il 20% dello stipendio del dipendente per ogni mese di contratto, ma offre una serie di vantaggi come la selezione a carico dell’agenzia e la velocità del reperimento dei candidature. Presentare la propria candidatura alle agenzie di lavoro temporaneo può essere molto utile quando si cerca lavoro.

Annuncio di lavoro
Il datore inserisce un annuncio di lavoro su un quotidiano, un sito specializzato o in una rivista di settore. Tra i curriculum pervenuti, selezionerà i migliori candidati e li convocherà per la selezione. Consultare quotidianamente giornali e siti specializzati è un’attività fondamentale per chi cerca lavoro.

Società di selezione del personale
Il datore affida la ricerca a una società specializzata nella selezione del personale che presenterà una rosa di candidati al datore. Anche qui può essere utile proporre la propria candidatura alle società di selezione per essere inseriti nella loro banca dati.

Bocciare fa male

bocciatura1Secondo le conclusioni della ricerca sul Programma di valutazione dei sistemi educativi (Pisa) effettuata dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, le bocciature a scuola sono dannose, non soltanto per gli studenti ma anche per le casse dello stato.

Secondo l’OCSE: “il ritardo di un anno a entrare nel mondo del lavoro, infatti, comporta un aggravio al sistema economico di una nazione”. In Italia si stima che ogni bocciatura costi in media circa 8.000 euro.

Piuttosto che far ripetere l’anno scolastico, gli istituti dovrebbero organizzare corsi di recupero personalizzati o altre misure di sostegno per aiutare gli studenti a colmare le loro lacune.

Sempre secondo l’OCSE: “Nei paesi in cui un maggior numero di studenti ripete gli anni scolastici, la performance globale tende ad essere inferiore e il background sociale ha un impatto maggiore sui risultati di apprendimento”. Infatti la bocciatura “emargina ancora di più quei bambini o ragazzi con problemi scolastici. I ragazzi che devono ripetere l’anno non vengono quasi mai seguiti individualmente, perdono fiducia in se stessi e si allontanano dallo studio”.

La situazione appare ancor meno comprensibile se si considera che In Italia, quest’anno gli studenti bocciati alle superiori per una insufficienza in condotta sono stati circa 11.000. In altre parole, l’istruzione invece di essere considerata un prezioso e costoso servizio è trattata alla stregua di una pena da scontare. Studente fai attenzione che se ti comporti male verrà prolungata la tua “detenzione” presso la struttura scolastica. Incomprensibile.

L’ufficio confortevole aumenta la produttività

“Produrre e allestire uno spazio di lavoro di qualità è una scelta che non garantisce solo benessere ai lavoratori, ma direttamente e indirettamente un vantaggio economico per l’azienda”. È questa la conclusione a cui arrivano gli autori di “Investire sull’ufficio: come e perché. Lo spazio di lavoro come risorsa per migliorare l’azienda” (edito da Franco Angeli).

Da indagini effettuate su aziende di grandi dimensioni, risulta che elementi come il comfort, la qualità dell’aria, la temperatura e la luminosità possono produrre oscillazioni nella produttività fino al 30%.

Anche nell’eccellenza viene confermata questa tendenza. Analizzando gli spazi di lavoro di 758 vincitori del Premio Nobel, l’omonima Fondazione ha individuato infatti alcune caratteristiche comuni: una concentrazione di persone creative con competenze diverse, la possibilità di utilizzare reti di comunicazione e la presenza di ambienti informali (bar, mense, spazi comuni) dove il relax stimola lo scambio di idee.

Da qui l’opportunità che il luogo di lavoro diventi anche una sorta di piccola comunità, in cui avere momenti di svago e relazioni informali con i colleghi. Gli ambienti di relax hanno anche un impatto positivo per l’immagine dell’impresa, percepita all’esterno come sensibile alle esigenze dei lavoratori.

Importante, inoltre, mantenere viva l’identità del luogo di lavoro, creando ambienti più vicini allo specifico dell’artigiano piuttosto che la raccolta di scrivanie che potrebbero essere di qualsiasi azienda. Un dato da tenere ben presente, in tempi in cui si moltiplicano le postazioni di desk sharing, utilizzabili di volta in volta da lavoratori diversi.