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Jobangels.it, gli angeli del alvoro

Job Angels è un social network, raggiungibile all’indirizzo www.jobangels.it, in cui gli utenti si aiutano nella ricerca di lavoro e nel quale un gruppo di professionisti specializzati nell’ambito delle risorse umane e di head hunter, mette gratuitamente a disposizione le proprie conoscenze e competenze.

Il meccanismo è semplice: chi cerca lavoro può postare il suo “sos” sul sito e i job angels provvederanno ad evaderlo. Gli “angeli” svolgono un’attività d’orientamento, segnalando all’utente quando sono a conoscenza di un’azienda che sta cercando una figura corrispondente alle sue caratteristiche.

L’ideatore del servizio è Massimo Rosa, head hunter di ventennale esperienza, secondo cui “Nella maggior parte dei casi l’azienda che cerca una persona procede per conoscenze, e può anche trovarsi in difficoltà. La ricerca di personale spesso, infatti, non avviene pubblicamente, ma rimane un fatto “privato”.

Precisa Rosa: “In realtà chiunque può rispondere alle richieste d’aiuto che compaiono sul sito e farlo in modo anonimo: noi periodicamente controlliamo le risposte per verificare che non ci sia spam, e interveniamo quando viene segnalato un abuso, ma per ora abbiamo avuto pochissimi casi del genere”.

Continua Rosa: “all’inizio i job angels erano una decina ma tutti possono diventarlo: noi vagliamo le candidature e attualmente sono circa 80 gli ‘angeli’ che prestano le loro competenze e conoscenze al sito”.

I job angels offrono anche altri servizi come la costruzione del curriculum e dando consigli su come affrontare colloqui di lavoro o scrivere lettere d’accompagnamento.

ClubIN, vediamoci di persona

La federazione nazionale ClubIn è un social network professionale fatto di persone che ai contatti sul web preferiscono l’incontro dal vivo sempre allo scopo di ampliare le opportunità e le occasioni di lavoro.

Nata a Milano nel 2005, ClubIn è oggi presente in tutta Italia con 15mila soci. L’obiettivo è far incontrare le persone che lavorano e che hanno progetti, nella convinzione che in Italia l’approccio personale e il contatto diretto funzionino meglio del semplice contatto virtuale e che più si allargano i contatti più è facile intercettare opportunità che non passano dai tradizionali canali del mercato, come le agenzie e gli annunci di lavoro.

ClubIn organizza eventi che radunano i soci come cene e aperitivi. Di solito, nel format della serata ‘Presenta te stesso’, un professionista si racconta ai soci e illustra il suo curriculum parlando per una mezz’ora. Poi si espone a domande di ogni tipo, anche personali, da parte degli altri partecipanti. Infine c’è un’altra mezz’ora di ‘libero networking’, in cui i presenti dialogano, socializzano e si scambiano informazioni e biglietti da visita.

Il grosso dei soci è middle class , ci sono tanti liberi professionisti, piccoli e medi imprenditori, ma anche dirigenti d’azienda.

Per creare un club, all’inizio, serve un gruppo di 5-10 persone affiatate e disposte a investire parte del loro tempo. Tramite il suo club locale un socio può accedere a contatti con tutta la federazione e, ad esempio, farsi conoscere per presentare un suo prodotto o servizio in un’altra città o su un’altra piazza.

Jobbing

Sono in molti di questi tempi a praticare il “jobbing”, ovvero l’inseguimento costante di un posto di lavoro passando da un impiego all’altro.

“Jobbing” di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa (Sperling & Kupfer) è anche una guida alle cento professioni più nuove e richieste dal mercato. Per ciascuna professione gli autori hanno tracciato una descrizione, comprensiva della formazione richiesta e della tendenza di mercato.

Tra le figure su cui puntare per il futuro troviamo: il community manager, il buyer, l’industrial designer e l’interior designer. Molto richiesti anche gli event manager e gli head hunter.

Fra le nuove professioni meritano una particolare attenzione quelle legate all’ambiente. “In teoria ecolabeller ed ecomanager dovrebbero già essere molto richiesti, perché alcune certificazioni ambientali sono obbligatorie nella Ue: l’Italia però è indietro nell’applicazione delle direttive di Bruxelles. L’elezione di Barack Obama e la sue politiche ambientaliste potrebbero dare la svolta decisiva al settore”.

Leggendo “Jobbing” si capisce anche come funziona la ricerca del lavoro in Italia. “Purtroppo nel nostro paese questa ricerca non è quasi mai alla luce del sole: chi ha un lavoro da offrire passa da canali confidenziali, amicizie, conoscenze, e non rende mai pubblica la sua ricerca. Il sistema lavoro non favorisce i migliori ma i più intraprendenti. Peccato che l’intraprendenza non sia l’unica dote necessaria per lavorare bene”.

“Se dovessi puntare su una professione – spiega Rimassa – non avrei dubbi: il wedding planner. L’Italia è un paese fatto di piccole città di provincia, fortemente legate alle tradizioni. Il wedding planner permetterebbe di non rinunciare alla cerimonia e allo stesso tempo di risparmiare: io vedo un boom per questa professione nei prossimi cinque anni, i segnali ci sono già”.

Come reinserirsi nel mercato del lavoro

“Come reinserirsi nel mercato del lavoro”, scritto dal consulente aziendale Pier Paolo Sposato (edito da Franco Angeli) è rivolto principalmente a chi ha perso un lavoro o teme di perderlo.

Secondo Sposato, prevedere ed anticipare la risoluzione del rapporto di lavoro è molto importante nella ricerca di un nuova occupazione . “Chi, come me, ha diretto una funzione del personale sa quale diverso impatto fa sugli addetti alla selezione un candidato che si presenti con ancora attivo un rapporto di lavoro, da quello che deve confessare di esserne senza. Ciò, in linea generale, non è giusto, ma purtroppo chi ha perso il suo lavoro viene visto, almeno inizialmente, con un certo sospetto”.

Quali sono i segni premonitori che lasciano intuire la fine di un lavoro? Il peggioramento dei rapporti interpersonali con capi e colleghi che può nascere, anche, da una serie di attività discriminatorie poste in essere dall’azienda, per indurre il dipendente alle dimissioni. Si tratta del mobbing che si può manifestare in richiami immotivati, cambio di mansioni, esclusioni da riunioni e altri momenti di vita aziendale.

Da prestare attenzione alle cosiddette assunzioni trappola. Scrive Sposato: “Le assunzioni trappola funzionano in questo modo : nel caso la ditta A voglia liberarsi di un dipendente, ma non ha le sufficienti giustificazioni legali, si rivolge alla ditta B e si concerta il piano. Si fanno arrivare al dipendente allettanti proposte di lavoro, si stipula il nuovo contratto con un congruo periodo di prova e, al termine di questo, il dipendente non viene confermato. La ditta B, quando avrà un analogo problema con un suo dipendente, si rivolgerà alla ditta A che contraccambierà il favore”.

Secondo Sposato, per intraprendere proficuamente una nuova attività, bisogna prima di tutto fare un’analisi accurata delle proprie competenze, mettendo in luce quelli che sono i propri tratti caratteriali, insomma, capire che cosa si vuole e si può fare.