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La Gestione Separata: gli occasionali

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L’art. 44, c. 2 del D.L. 269/03, convertito in L. 326/03, ha disposto l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, a decorrere dal 1° gennaio2004, dei lavoratori autonomi occasionali, ma solo per redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000 euro nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.

Alla luce delle disposizioni dell’art. 2222 del Codice Civile sul contratto d’opera, si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Rispetto al co.co.co e al co.co.pro, il lavoro autonomo occasionale si distingue per:
- la completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro, dato il mancato potere di coordinamento del committente;
- la mancanza del requisito della continuità, dato il carattere del tutto episodico dell’attività lavorativa;
- il mancato inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

OBBLIGO DI ISCRIZIONE 
I lavoratori sono tenuti ad iscriversi alla Gestione se il rapporto lavorativo supera i 30 giorni e/o i 5.000 euro nel corso dell’anno solare con lo stesso committente.
Se nessuno dei due limiti è superato il collaboratore non è tenuto a iscriversi alla Gestione.

BASE IMPONIBILE
I primi 5.000 euro annui costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo.
I redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i “redditi diversi”, ai sensi dell’art. 67, c. 1, lett. l del TUIR. L’imponibile fiscale è ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.
Quindi l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.

CONTRIBUTO, VERSAMENTO, DENUNCIA
Ai lavoratori autonomi occasionali si applicano le stesse regole già previste per i collaboratori coordinati e continuativi in materia di iscrizione, ripartizione del contributo, versamento e denuncia, nonché le regole generali in materia di aliquote, massimale ed accredito contributivo.

La riforma del mercato del lavoro

E’ stato approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro.

 Sono molte le novità contenute nel provvedimento a partire dalla flessibilità in uscita nel caso di licenziamento economico alla flessibilità in entrata con la possibilità di utilizzo del contratto a termine fino a 12 mesi senza obbligo di indicazione della causale.

Ma vediamo, in sintesi, le principali innovazioni contenute nel provvedimento.

APPRENDISTATO
L’apprendistato sarà il contratto principale con cui i giovani entreranno nel mercato del lavoro, con una durata non inferiore a sei mesi.

CONTRATTI ATEMPO DETERMINATO
Non è necessario indicare la causale nei contratti fino a 12 mesi. Per i contratti a tempo determinato è previsto un contributo aggiuntivo dell’1,4%.

PARTITE IVA
Diventa più facile, per i prestatori titolari di partita IVA ,dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato.

CONTRATTI A PROGETTO
Il contratto può essere utilizzato solo per progetti specifici, e questi non possono essere la semplice riproposizione dell’oggetto sociale del committente.
Per i collaboratori in regime di monocommittenza, in caso di cessazione del rapporto di collaborazione è prevista un’indennità di 6mila euro per chi ha lavorato 6 mesi.

LICENZIAMENTI
Nei casi di licenziamenti disciplinari illegittimi il reintegro potrà essere stabilito dal giudice solo in base ai casi previsti dai contratti collettivi
Per i licenziamenti economici è previsto il reintegro nel caso di manifesta insussistenza delle ragioni che hanno portato al licenziamento per motivi economici.

TIROCINIO
Fissato l’obbligo di una congrua indennità agli stagisti con sanzioni per i trasgressori.

Il co.co.pro.

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Il contratto di collaborazione a progetto (co.co.pro.) è un regolato dal D.Lgs 276/03 ed è stato pensato con l’intento di limitare l’uso di quelle collaborazioni coordinate e continuative (dette co.co.co.) dietro cui spesso si celavano rapporti di lavoro dipendenti.

Il collaboratore a progetto non è un lavoratore dipendente ma autonomo e la sua attività deve consistere in  uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa.

La forma del contratto a progetto deve essere scritta (la forma scritta è essenziale per dimostrare l’esistenza o meno del progetto ) e deve indicare:
-la durata della prestazione;
-la definizione del progetto;
-la retribuzione o i criteri per la sua determinazione;
-le modalità del coordinamento con il committente;
-le misure di tutela della salute e della sicurezza del lavoratore a progetto.

La legge non prevede una durata massima del rapporto di lavoro a progetto. Essa può essere determinata o determinabile in funzione alle caratteristiche del progetto o dell’interesse del datore di lavoro a continuarlo. I contratto si risolve alla scadenza o comunque al momento della realizzazione del progetto. La legge non pone limiti alla successione di contratti a progetto, quindi ad un lavoratore possono essere stipulati più contratti a progetto consecutivi.

Per eventuali malattie e infortuni il contratto prevede un periodo massimo di assenza non retribuita di 30 giorni, per contratti con scadenza determinabile, o di un sesto della durata prevista, per i contratti con termine prestabilito.
In caso di gravidanza la durata del rapporto di lavoro è prorogata di 180 giorni, salvo altri accordi migliorativi.

Il collaboratore ha l’obbligo d’iscrizione alla gestione separata dell’Inps. Per i soggetti che non hanno altra tutela previdenziale obbligatoria, l’aliquota è pari al 26,72%, per gli altri soggetti è pari al 17%. Il contributo deve essere versato dal datore di lavoro ed è ripartito tra le parti nella misura di 1/3 a carico del collaboratore e 2/3 a carico dell’azienda.

Indennità di disoccupazione per co.co.pro. e apprendisti

Estese al 2012 l’indennità per i lavoratori a progetto che abbiano perso il lavoro, l’indennità di disoccupazione riconosciuta agli apprendisti licenziati o sospesi per crisi aziendali od occupazionali, nonché la possibilità di impiegare in prestazioni di lavoro occasionale accessorio, in qualsiasi settore produttivo, i lavoratori part time e i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.

Innanzitutto, la proroga riguarda i collaboratori a progetto: se iscritti in via esclusiva alla Gestione separata e in possesso degli ulteriori requisiti prescritti, potranno richiedere all’INPS la corresponsione di un’indennità pari al 30% del reddito percepito nel 2011 (nel limite di 4.000 euro).

Le ulteriori condizioni che devono congiuntamente sussistere per l’accesso alla misura sono:
- monocommittenza;
- conseguimento, nel 2011, di un reddito lordo compreso tra 5.000 e 20.000 euro;
- accreditamento presso la Gestione separata di almeno una mensilità di contribuzione nell’anno di riferimento e di almeno 3 mensilità nell’anno precedente;
- assenza di un contratto di lavoro da almeno due mesi;
- dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (DID).

Per quanto concerne gli apprendisti, la proroga al 2012 riguarda il trattamento integrativo sperimentale, pari all’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola per durata massima di 90 giornate, qualora vengano sospesi per crisi aziendali od occupazionali o licenziati da un’azienda presso la quale abbiano un’anzianità di almeno 3 mesi, previo rilascio, da parte degli stessi, della DID e subordinatamente ad un intervento integrativo, pari almeno al 20% dell’indennità spettante, a carico degli Enti bilaterali, secondo modalità da concordare con l’INPS.