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Il superminimo

Taking money in an envelope

Il superminimo è costituito dalla differenza tra quanto previsto dalla contrattazione collettiva e la retribuzione lorda concordata tra datore di lavoro e dipendente.

Esistono diverse tipologie di superminimo:

Il superminimo collettivo
Il superminimo collettivo è spesso istituito quando in azienda occorre procedere ad un adeguamento contrattuale collettivo che è opportuno tenere separato dal resto delle altre voci che compongono la retribuzione del dipendente. Ad esempio, nel caso di riorganizzazioni aziendali, quando vi sia la necessità di adeguare la retribuzione di interi reparti a quella di altri. Di solito sono immodificabili e pertanto no assorbibili, salvo diverso accordo tra le parti.

Il superminimo congelato
Altra voce che non subisce variazioni né può essere soggetta ad assorbimento.
Ad esempio, nel caso che un dipendente, per effetto di fenomeni di incorporazione, passi da un’azienda dove aveva quattordici mensilità ad una con tredici mensilità. La quattordicesima mensilità viene ripartita sui tredici mesi e viene stabilito per scritto che tale ripartizione da luogo ad un valore chiamato superminimo congelato.

Il superminimo assorbibile
Di norma, in caso di aumento retribuivo previsto dalla contrattazione collettiva, il superminimo individuale è assorbibile. Conseguenza di tutto ciò è che, se in seguito al rinnovo del contratto collettivo viene previsto un aumento retributivo, esso non si somma al superminimo fissato nel contratto individuale e quest’ultimo viene ridotto in tutto o in parte.
Di solito, nella lettera di variazione retributiva o di assunzione, si specifica che il superminimo costituisce anticipazione di futuri aumenti derivanti dai contratti collettivi.

Junior Achievement Italia

L’organizzazione non profit Junior Achievement Italia ha l’obiettivo di avvicinare i più giovani al mondo dell’impresa e all’etica degli affari, mettendoli a confronto con manager e professionisti.

Nell’ultimo anno sono stati coinvolti oltre 20 mila studenti, dai 6 ai 19 anni, in programmi di educazione all’economia e alla finanza, da cui sono anche nate innovative idee di business.

Dieci i programmi didattici proposti gratuitamente dall’organizzazione, grazie alla collaborazione di scuole, istituzioni e imprese. I corsi per i piccoli delle elementari prevedono percorsi didattici alla scoperta dell’abc dell’economia. Più orientati alla finanza, all’economia internazionale e all’etica sono i corsi per gli studenti delle medie. Ma è soprattutto nella scuola media superiore che le attività prevedono vere e proprie esperienze imprenditoriali. Con il programma “Impresa in azione” gli studenti sono guidati in un percorso che, nel giro dei nove mesi dell’anno scolastico, porta alla creazione di tante mini imprese.

Le classi partecipano inoltre al premio nazionale “Migliore Impresa JA”. Se i vincitori del premio accedono a una competizione internazionale dove si confronteranno con coetanei di tutto il mondo, per tutti gli altri il programma “Impresa in azione” è in ogni caso un importante occasione per sviluppare competenze e affrontare il mercato del lavoro con qualche utile nozione in più.

Il telelavoro

da casa


Il telelavoro è una modalità di lavoro a distanza in cui si impiegano infrastrutture tecnologiche ed informatiche di telecomunicazione e che si svolge in un luogo diverso dai locali aziendali
.

Sono in molti a ritenere che il telelavoro sia la forma di lavoro del futuro anche se per il momento il numero di occupati con questa modalità si mantiene basso.

Con l’Accordo Interconfederale del 16/07/02 è stata recepito in Italia l’accordo quadro europeo sul telelavoro. L’accordo quadro rimanda ai contratti collettivi di settore per la definizione delle norme di dettaglio.

Il principio fondamentale che disciplina il telelavoro è la volontarietà che preuppone uno specifico accordo tra le parti. Una volta stabilito questo accordo, al dipendente è assicurato che non vi siano sostanziali differenze tra il lavoro ”tradizionale” e quello a distanza.

Tra i diritti riconosciuti in maniera esplicita vi sono quello all’attività sindacale, all’accesso alla formazione e alla riservatezza.

Sono previste, inoltre, delle agevolazioni per contrastare l’isolamento del dipendente che lavora a casa e favorire la comunicazione, al pari dei suoi colleghi presenti nei locali dell’azienda.

L’accordo quadro pone a carico del datore di lavoro i costi di fornitura, installazione, manutenzione e riparazione degli strumenti informatici e telematici necessari allo svolgimento del lavoro.

Il telelavoratore è libero di gestire autonomamente il suo tempo di lavoro, fermo restando che i carichi di lavoro assegnati devono essere equivalenti ai colleghi che sono in ufficio.

Il contratto a tempo determinato

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E’ un contratto di lavoro subordinato per cui è fissata una precisa scadenza
ed è discplinato dal D.L. 368 del 2001 e successive integrazioni e modifiche.

Può essere stipulato quando vi siano ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro. Ad esempio, per far fronte a picchi temporanei di attività dovuti a circostanze eccezionali o alle attività stagionali, ma anche alla sostituzione di lavoratori assenti per malattia, maternità, ecc.

L’assunzione a termine non è però ammessa per sostituire lavoratori in sciopero,
per le aziende che abbiano effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione, per le aziende che sono ammesse alla Cassa Integrazione Guadagni e per le aziende non in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Il contratto di lavoro a tempo determinato deve risultare da atto scritto, nel quale devono essere specificate le ragioni dell’assunzione a tempo determinato. In mancanza, il contratto si considera a tempo indeterminato.
La forma scritta non è richiesta quando la durata del rapporto di lavoro non supera 12 giorni.

Il termine finale del contratto può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, per una sola volta, se il contratto iniziale ha una durata di meno di 3 anni. Comunque la durata complessiva del rapporto di lavoro (durata iniziale + proroga) non può superare i 3 anni.

E’ consentita la riassunzione a termine dello stesso lavoratore solo se fra il vecchio e il nuovo rapporto passa un intervallo minimo di 10 giorni oppure di 20, nel caso il contratto scaduto fosse di più di 6 mesi.

Se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore.

La legge fissa anche un termine massimo per la prosecuzione oltre la scadenza, termine pari a 20 giorni, se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi, e a 30 giorni negli altri casi. Se il rapporto di lavoro prosegue oltre i suddetti termini, il contratto deve essere considerato a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dei termini.

Il lavoratore che abbia prestato attività lavorativa a termine presso la stessa azienda per un periodo superiore ai 6 mesi, ha diritto di precendenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per mansioni equivalenti, effettuate dal datore di lavoro entro i 12 mesi successivi.

Il lavoratore a tempo determinato ha diritto a ricevere lo stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, ovvero che abbiano lo stesso inquadramento contrattuale, in proporzione al periodo di lavoro prestato.

Non sono soggetti all’applicazione del Decreto Legislativo 368 del 2001, poiché normati da una specifica e propria disciplina:

  1. rapporti di lavoro tra datori di lavoro agricoli ed operai assunti a tempo determinato
  2. contratti di lavoro temporaneo
  3. contratti di inserimento
  4. contratti di apprendistato
  5. rapporti di lavoro instaurati con aziende che esercitano il commercio all’ingrosso, importazione ed esportazione di prodotti ortofrutti coli
  6. assunzione a termine di lavoratori in mobilità
  7. assunzione di lavoratori a tempo determinato in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa per maternità
  8. contratti a termine stipulati con lavoratori che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso al pensionamento di anzianita’