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Il lavoro occasionale

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Le prestazioni occasionali
sono attività lavorative di natura autonoma realizzate senza il vincolo della subordinazione e con il carattere dell’occasionalità e possono riguardare qualsiasi genere di attività lavorativa, purchè di natura autonoma.
Non è richiesta l’apertura di una partita IVA e il corrispettivo versato dal datore di lavoro è soggetto ad una ritenuta d’acconto del 20%.
La durata del contratto, al servizio dello stesso committente, non può superare i 30 giorni nello stesso anno solare e il compenso non può superare i 5mila euro.
Nel caso il reddito annuo sia superiore a tale cifra vi è l’obbligo di iscrizione nella gestione separata INPS prevista per i collaboratori.

Il lavoro occasionale accessorio riguarda prestazioni di natura occasionale svolte da persone non ancora entrate nel mercato del lavoro (disoccupati, casalinghe, disabili) o in procinto di uscirne (pensionati) o ancora da soggetti a rischio di esclusione sociale.
Solo alcune attività possono essere regolate da questa forma di contratto come:
- Piccoli lavori domestici a carattere straordinario, come l’assistenza ai bambini, alle persone anziane, ammalate o con handicap.
- L’insegnamento privato.
- I piccoli lavori di giardinaggio e manutenzione di edifici.
- La collaborazione a manifestazioni culturali, sociali o sportive.
- La collaborazione con associazioni di volontariato ed enti pubblici per l’esecuzione di lavori di solidarietà o di emergenza .

L’attività occasionale di tipo accessorio non deve superare i 30 giorni in un anno solare, anche se a favore di più committenti, e i compensi per tale attività complessivamente non devono superare i 3000 euro.

La Gestione Separata: gli occasionali

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L’art. 44, c. 2 del D.L. 269/03, convertito in L. 326/03, ha disposto l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, a decorrere dal 1° gennaio2004, dei lavoratori autonomi occasionali, ma solo per redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000 euro nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.

Alla luce delle disposizioni dell’art. 2222 del Codice Civile sul contratto d’opera, si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Rispetto al co.co.co e al co.co.pro, il lavoro autonomo occasionale si distingue per:
- la completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro, dato il mancato potere di coordinamento del committente;
- la mancanza del requisito della continuità, dato il carattere del tutto episodico dell’attività lavorativa;
- il mancato inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

OBBLIGO DI ISCRIZIONE 
I lavoratori sono tenuti ad iscriversi alla Gestione se il rapporto lavorativo supera i 30 giorni e/o i 5.000 euro nel corso dell’anno solare con lo stesso committente.
Se nessuno dei due limiti è superato il collaboratore non è tenuto a iscriversi alla Gestione.

BASE IMPONIBILE
I primi 5.000 euro annui costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo.
I redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i “redditi diversi”, ai sensi dell’art. 67, c. 1, lett. l del TUIR. L’imponibile fiscale è ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.
Quindi l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.

CONTRIBUTO, VERSAMENTO, DENUNCIA
Ai lavoratori autonomi occasionali si applicano le stesse regole già previste per i collaboratori coordinati e continuativi in materia di iscrizione, ripartizione del contributo, versamento e denuncia, nonché le regole generali in materia di aliquote, massimale ed accredito contributivo.