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Lavoro subordinato e lavoro autonomo

autonomo e subordinato

Il rapporto di lavoro subordinato è quel rapporto in cui le obbligazioni principali consistono, da un lato, nella prestazione di un’attività lavorativa da parte di un soggetto denominato lavoratore e, dall’altro lato, nella corresponsione di una retribuzione da parte di un soggetto, denominato datore di lavoro.

L’art. 2094 del codice civile definisce prestatore di lavoro subordinato chi “si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro, intellettuale o manuale, alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”.

Dalla definizione codicistica emerge che i caratteri essenziali del rapporto di lavoro subordinato sono la collaborazione e la subordinazione. La prima è quel vincolo che lega un soggetto a partecipare fattivamente, anche se in vario modo, all’attività lavorativa di un altro soggetto. Per quanto riguarda la subordinazione, tale connotazione è presente solo quando il contenuto puntuale della prestazione lavorativa viene determinato non già dallo stesso soggetto che è preordinato a compierla, bensì da un soggetto esterno. I lavoratori subordinati, infatti, sono sottoposti a un vincolo in base al quale spetta al datore di lavoro e, in sue vece, ai suoi collaboratori gerarchicamente sovraordinati, il potere di impartire direttive e disposizioni che si reputino idonee a migliorare la produttività dell’impresa.

Il rapporto di lavoro autonomo, invece, è caratterizzato dalla gestione a proprio rischio e dall’organizzazione dell’attività lavorativa da parte dello stesso prestatore, il quale è del tutto libero di determinare sia l’oggetto, che il tempo, che il luogo della prestazione lavorativa. Il corrispettivo che gli spetta è stabilito, di regola, sulla base non tanto del tempo impiegato, bensì in considerazione dell’opera o del servizio fornito.

Il contratto a tempo parziale

orario

Si parla di lavoro a tempo parziale (part-time) quando si è in presenza di un contratto di lavoro subordinato con un orario ridotto rispetto a quello normale previsto dal contratto.

Il lavoro a tempo parziale può svolgersi secondo tre diverse modalità:
- se viene svolto per tutti i giorni della settimana con orario limitato (ad es. 4 ore al giorno);
- se riguarda solo alcuni periodi predeterminati della settimana, del mese oppure ndll’anno (solo il sabato, una settimana al mese etc);
- se è composto dalle modalità orizzontale e verticale (sabato metà giornata)

Il contratto di lavoro part-time deve essere stipulato per iscritto e devono essere indicate la mansione del lavoratore, la durata della prestazione, l’ articolazione e la distribuzione dell’orario di lavoro.

Il contratto di lavoro a tempo parziale è compatibile sia con i contratti a contenuto formativo, come i contratti di inserimento e l’apprendistato, che con quelli di lavoro a tempo determinato.

Per quanto riguarda il trattamento normativo, il lavoratore part time gode delle stesse garanzie e diritti di chi lavora a tempo pieno con uguali ferie, congedi di maternità e trattamento della malattia e dell’infortunio.

La sua remunerazione oraria è, di norma, la stessa del lavoratore full time. Retribuzione, trattamenti per malattia, infortunio e maternità sono calcolati  in proporzione alle ore lavorate.
Il periodo di lavoro prestato a tempo parziale, ai fini del diritto al trattamento pensionistico, è valutato come servizio a tempo pieno, mentre l’importo del trattamento di pensione è calcolato in proporzione all’orario effettivamente lavorato.