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Il Community Manager

lavorare con internet

L’evoluzione del mercato e delle tecnologie informatiche sta spingendo sempre più imprese verso la ricerca di figure professionali in grado di raggiungere utenti e consumatori attraverso Internet. Si tratta di esperti impiegati nella gestione e nell’uso dei Social Network. Questa nuova figura professionale è quella del Community Manager.

La possibilità di raggiungere l’utente in qualsiasi luogo e in qualunque momento attraverso la rete web, ha creato nuove opprtunità di business per le imprese. Le comunità on line, come Facebook, Blogger e Twitter, sono luoghi di incontro virtuale dove si scambiano opinioni e si condividono notizie. Visto nell’ottica dell’azienda, sono strumenti che consentendo di allacciare rapporti con nuovi clienti e di consolidare quelli con i clienti esistenti, permettendo di promuovere prodotti e servizi.

Il community manager ha il compito di stabilire la linea editoriale all’interno del blog e del social network al fine di fidelizzare gli utenti e, una volta analizzato il flusso dei contatti, incrementarne il numero.

Requisiti essenziali per svolgere questa professione sono il possesso di una buona cultura generale, la padronanza della lingua e la capacità di elaborare testi. Serve anche un’approfondita conoscenza delle tecniche e degli strumenti di comunicazione online, come la conoscenza delle tecniche di indicizzazione utilizzate dai motori di ricerca.
Non esistono molti percorsi formativi per acquisire queste competenze per cui la scuola migliore rimane la pratica. Ceratmente è utile la conoscenza del linguaggio html, dei software di elaborazione testi e di elaborazione grafica nonchè la conoscenza dei sistemi per monitorare e misurare il traffico dei contatti.

Temporay Management

Per Temporay Management si intende l’impiego temporaneo di manager esterni altamente qualificati, per il superamento di alcuni momenti critici, sia negativi che positivi, nella vita dell’impresa.
Si tratta di una soluzione intermedia tra la dirigenza tradizionale e la consulenza, attraverso la quale l’azienda può contare su risorse altamente qualificate per un periodo limitato.
Spesso nelle aziende, specie nelle piccole e medie imprese, può apparire sproporzionato il costo di una direzione permanente legata all’azienda dal vincolo di dipendenza.
La soluzione è il Temporay Management che riduce l’impatto economico e opera in azienda per il tempo strettamente necessario a realizzare gli obiettivi concordati.

Come funziona:
Di norma il Temporary Manager viene pagato a giornata effettiva effettuata e il contratto a progetto standard prevede un solo mese di preavviso per la rescissione. I costi di un Temporary Manager sono chiari e prestabiliti e non hanno gli ulteriori aggravi tipici del contratto a tempo indeterminato.

I principali vantaggi del Temporary Management sono:
• Flessibilità nell’impiego di competenze di elevato livello
• Operatività immediata
• Contenimento dei costi fissi

In particolare il Temporary Management può rivelarsi utile nell’avviamento di progetti relativi a:
• introduzione e ottimizzazione di sistemi integrati di controllo di gestione
• introduzione e ottimizzazione di sistemi gestionali ERP, CRM, MRP
• riorganizzazioni aziendali

Il Disaster Manager

disaster_manager_culture_02201Il Disaster Manager, chiamato anche Emergency Manager, è l’esperto di protezione civile che predispone e verifica i piani di emergenza, fornendo consulenze e servizi di orientamento a tutti i soggetti coinvolti nel fronteggiare catastrofi naturali o causate dall’uomo.

Il Disaster Manager ha un elevato livello di responsabilità, in quanto supporta i processi di coordinamento delle attività di protezione civile. In particolare, la sua azione è orientata alla riduzione dei danni tramite attività di monitoraggio e di controllo preventivo dei fattori di rischio presenti su uno specifico territorio.

Il Disaster Manager conosce approfonditamente le tecniche ed i principi della protezione civile, l’organizzazione dei servizi di emergenza, i sistemi di sicurezza e la normativa in materia, la cartografia e la pianificazione degli interventi di riduzione dei danni a seguito di eventi calamitosi. Egli deve inoltre avere conoscenze in materia di geologia, di biologia, di pronto intervento, di psicologia e di sociologia. Questa figura sa comunicare e rendere operativi i piani, essendo capace di utilizzare anche complessi apparati di simulazione dati e previsioni, oltre ai sistemi GIS (Geographical Information Systems) e GPS (Sistemi di rilevamento satellitare della posizione

L’accesso a questa professione richiede una laurea in discipline tecnico scientifiche come Ingegneria, Geologia o Scienze naturali. Tuttavia la qualifica di Disaster Manager viene conseguita anche tramite corsi di specializzazione all’interno della Pubblica Amministrazione, pur non possedendo un titolo di laurea, ma dopo una lunga esperienza sul campo, nell’ambito della protezione civile.

Il Disaster Manager può operare sia all’interno del Dipartimento di Protezione Civile, come dipendente, oppure in uno studio professionale, in qualità di Consulente.

Il manager culturale

Young workgroupIl settore dei beni culturali offre molte opportunità di lavoro, per la cui organizzazione e valorizzazione sono richieste capacità e preparazione specifiche. Per questi motivi si va diffondendo la figura professionale del manager culturale, un esperto in grado di gestire strutture museali, mostre e altri eventi mediatici.

Il manager culturale gestisce gli aspetti economici, finanziari, organizzativi e di comunicazione, relativi la realizzazione di un evento culturale.

I suoi compiti principali riguardano la gestione degli eventi e delle strutture culturali, sia nel settore delle arti che dello spettacolo.

Il manager culturale cura il progetto e la programmazione, valuta l’impatto sul pubblico della sua attività, studia le caratteristiche del mercato di riferimento e definisce le strategie di comunicazione per richiamare l’attenzione del pubblico. Di solito, si occupa anche del reperimento delle risorse finanziarie per la realizzazione dei progetti, identifica gli esperti più adatti alla realizzazione di un progetto e organizza i gruppi di lavoro.

Il manager culturale dovrebbe avere una solida formazione di base e la capacità di integrare fra loro aspetti umanistici e organizzativi. Dovrebbe avere capacità di analisi, di programmazione e pianificazione, di valutazione, di comunicazione, di coordinamento e gestione delle risorse umane.

L’attività del manager culturale è per lo più indipendente e con ampi margini di autonomia, da svolgere sia a livello individuale che in forma organizzata.