Il trovalavoro. Manuale di sopravvivenza

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Si intitola “Il trovalavoro. Manuale di sopravvivenza”, il libro di Richard Nelson Bolles (pubblicato da Sonda). Bolles è anche l’autore di “Ce l’hai il paracadute?”, la guida al lavoro più venduta al mondo, con oltre 10 milioni di copie in 26 paesi. “Sentivo che c’era bisogno di un testo più breve e meno costoso , in grado di aiutare chi si trova con l’acqua alla gola durante la ricerca di un’occupazione in questa fase di severa recessione economica”.

“Il principio base – spiega Bolles – è che più consistente è la forza lavoro, più posti vacanti si creano, a causa di fattori umani come il fatto che le persone si stanchino del proprio lavoro, vengano promosse, si trasferiscano altrove, si ammalino, vadano in pensione, muoiano improvvisamente. Inoltre, accanto a quelli vacanti, ci sono nuovi posti di lavoro che vengono continuamente generati dalla creatività e dalle nuove invenzioni, grazie al contributo dei progressi dell’informatica e delle nuove tecnologie”.

Secondo Bolles, per trovare lavoro occorre soprattutto lavorare sodo, perché cercarsi un’occupazione implica tempo, perseveranza e un’analisi continua di se stessi, delle proprie competenze e di come il mercato del lavoro sta cambiando.

Sono molti i modi di trovare lavoro. I cinque metodi migliori consigliati da Bolles sono: chiedere informazioni a familiari, amici, ex colleghi (una soluzione valida soprattutto in Italia, dove la conoscenza è il canale di assunzione più diffuso); bussare alla porta di aziende e di uffici; consultare le Pagine gialle, per individuare la aziende che più interessano e poi chiamarle o andarci di persona ; ancora meglio, fare quest’ultima operazione in gruppo, scambiandosi informazioni e consigli con altre persone.

Il metodo in assoluto peggiore è inviare il proprio curriculum alla cieca per ottenere un colloquio: funziona solo nel 7% dei casi.

Il cv va fatto nella maniera più precisa possibile, ma bisogna considerare che oggi, il vero curriculum è quello che si trova online ed è costituito dalle tante tracce che ognuno di noi si lascia dietro navigando su internet.

Ma, per l’autore, il metodo in assoluto più efficace è lavorare su se stessi, per capire in maniera chiara cosa si vuole, cosa si ha da offrire e cosa si sta cercando. “Non dovreste decidere che lavoro volete fare fino a quando non avrete capito chi siete esattamente”. Avere una visione dettagliata del proprio obiettivo aiuta a raggiungerlo molto più facilmente.

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