Le domande chiave nel colloquio di lavoro

Un’indagine realizzata dalla società di recruiting specializzato Robert Half, condotta su 650 dirigenti, ha analizzato i comportamenti dei selezionatori di azienda in occasione del colloquio di lavoro. L’indagine ha cercato di capire quali siano le domande che i selezionatori ritengono più importanti ai fini della comprensione della natura di un candidato.

Sono spesso dei quesiti generici i più usati dai selezionatori per scoprire quello che non si può indagare direttamente.

L’intervistatore usa le domande generiche per sondare alcune abilità dei candidati che è difficile indagare direttamente, come, per esempio, la capacità di analisi, l’attitudine alla sincerità, l’ambizione. Rispondere in maniera non appropriata a queste domande può compromettere l’andamento del colloquio.

In cima alla lista c’è la domanda: “Mi parli brevemente di sé”. Per gli autori dell’indagine quello che non si deve assolutamente fare è parlare della propria vita privata. Tanto più la domanda è generica, tanto più è meglio essere precisi e concisi. Frasi concise ma dettagliate che descrivano le esperienze maturate e i risultati ottenuti.

C’è poi la domanda: “Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?”. In questo caso si sconsiglia di fare considerazioni basate sul proprio bilancio personale sottolineando di essere attratti dallo stipendio e dai benefit offerti. Molto meglio è mostrare di conoscere con profondità le aree di attività dell’impresa e le sue strategie di mercato.

Alla domanda: “Qual è il suo principale punto debole?”, gli esperti consigliano di evitare di enunciare un finto difetto ma allo stesso tempo di evitare di essere eccessivi elencandone un numero troppo elevato

Alla domanda: “Dove vede se stesso tra cinque anni?” è bene cercare di apparire ambiziosi pur mantenendo un atteggiamento di realismo. Si può citare il desiderio di crescere professionalmente, oppure sottolineare il desiderio continuo di apprendere. Si sconsiglia di raccontare sogni e ambizioni lontane dal realismo aziendale.

Alla domanda: “Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?”, poiché chi assume non vuole correre il rischio di vedersi lasciato dopo solo qualche mese, si consiglia di non mostrare mai rancore o risentimento nei confronti dell’attuale datore di lavoro e piuttosto sottolineare come si intende invece cogliere una grande opportunità.